“MADONNA DELLA MUTATA”

Ogni anno nella domenica in Albis è tradizione per la popolazione Montemesolina, recarsi in pellegrinaggio al santuario della Madonna della Mutata (situato a sei chilometri da Grottaglie e a tre da Montemesola).
La Chiesa risale alla fine del X secolo e fu costruita dai monaci bizantini i quali le attribuirono il titolo di “S. Maria Assunta in Silvis” e successivamente elevata a Santuario Mariano dall’Arcivescovo di Taranto Mons. Ferdinando Bernardi. Attorno all’anno 1358, i martinesi rivendicarono la proprietà del territorio con il proposito di annetterlo alle loro terre poiché ricco di acqua e molto fertile. Per raggiungere l’obiettivo affermavano che, trovandosi l’immagine dell’Assunta sulla parete sud del Tempio, in direzione cioè della città di Martina, detto Tempio doveva appartenere alle loro proprietà. Di contro i grottagliesi, nel timore di perdere la Chiesa, rivolsero proteste al Re e istituirono processioni in onore della Vergine. Il lunedì, dopo la festa di Pentecoste dell’anno 1359, inspiegabilmente l’affresco dell’Assunta, che era sulla parete sud, si trovò situato sulla parete nord rivolto cioè verso Grottaglie. Questo avvenimento pose fine alla polemica, assegnando il territorio disputato a Grottaglie e diede l’appellativo “Mutata” da “Mutazione” al Santuario. Per alcuni studiosi, invece, la Chiesa fu così denominata in quanto la data dei festeggiamenti dedicati alla Vergine, prima fissati al 15 Agosto, venne poi “mutata” e trasferita al lunedì dopo la Pentecoste. La notizia della mutazione dell’immagine si diffuse in un battibaleno e commosse, non solo gli abitati delle due cittadine in questione, (Grottaglie e Martina) ma anche quelli dei centri abitati limitrofi che iniziarono i pellegrinaggi verso il Santuario. Questa tradizione aprì un’ulteriore discussione tra i grottagliesi e i montemesolini, in quanto quest’ ultimi si ritenevano gli unici scelti dallo sguardo della Madonna.
L’usanza della processione al Santuario della Madonna della Mutata, vige tutt’ ora. Ogni anno devotamente i montemesolini si recano sul posto la domenica successiva alla pasqua, detta anche “Domenica d l’Palomm”. Il nome deriva da “Palomm” ossia il dolce preparato per sfamare i pellegrini dopo il viaggio verso il Santuario. Queste sono fatte con farina, acqua, olio, sale e pepe, cotte al forno e possono assumere diverse forme come ad esempio una colomba, un agnello, un gallo e per fino un cestino col famoso manico intrecciato. La caratteristica delle “Palomm” è che al loro interno viene posto un uovo lesso con tutto il guscio e decorato con codette di zucchero colorate.
Anche quest’anno la Pro Loco di Montemesola, nell’ambito dei cammini italiani organizzerà, in occasione della Festa della Madonna della Mutata, il punto di ristoro “GRATUITO” dalle ore 7.00 alle ore 12.00, al “CROCIFISSO” per tutti i devoti e pellegrini che si recheranno al Santuario.
Le volontarie: Internò Rosaria e Di Noi Mariacarmela

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